tuffidisuperficie

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Le fotografie sono piatte, hanno due dimensioni, sono ferme, cristallizzano un momento di vita. Perรฒ le fotografie, quando le guardi con occhi che sanno guardare, ti travolgono di ricordi oppure di immagini altre e allora acquistano profonditร  e movimento, persino un odore, raccontano una storia che stravolge la linea ordinata del tempo e danno voce al non detto. La superficie piana ondeggia, si increspa e tu afferri un solo piccolo particolare da niente, un cappotto di tweed, uno sguardo, un aeroplano e ti tuffi dentro, come un palombaro.  

  • Banditi

    6 dicembre 2023 di

    Intorno ai corpi morti cโ€™รจ un vuoto che ci raffredda tutti, una bolla sospesa, una ragazza giovane scatta una fotografia, un uomo registra un video, un bambino piange sul passeggino, io mi schiaccio contro il muro della casa e resto immobile, solo gli occhi a saettare increduli.

  • Il blog รจ diventato un libro di carta

    30 gennaio 2022 di

    E’ tanto che non scrivo qua sopra, anche se nel frattempo sono successe tante cose. Tra le tante รจ successo anche che questo blog -o almeno parte di questo blog e senza dubbio lo spirito- รจ diventato un libro che sarร  disponibile in tutte le librerie a partire dal 24 febbraio. Manca ancora un po’,… Continua a leggere

  • I numeri del tuo compleanno

    17 ottobre 2020 di

    Sei nato di venerdรฌ 17 alle 17, nel mese di ottobre, e da quando ti ho conosciuto il 17 per me รจ diventato il numero della fortuna e non della sfiga, il preferito nella lunga e infinita serie matematica. Di 17, ma in luglio, ci siamo pure baciati la prima volta, tanti anni fa. Oggi… Continua a leggere

  • il lutto

    6 settembre 2020 di

    Essere a casa  e sentirsi senza casa perchรฉ manca una voce, perchรฉ manca quella voce. Questo รจ il lutto.

  • La quinta fase incoronata

    24 aprile 2020 di

    Qualche tempo fa avevo scritto delle mie โ€œquattro fasi incoronateโ€, ma son stata precipitosa perchรฉ da qualche giorno รจ arrivata la quinta che davvero non immaginavo potesse esistere e che forse รจ la piรน pericolosa. La quinta fase incoronata รจ quella dello star bene in casa, dellโ€™aver trovato un equilibrio nello squilibrio di questo tempo… Continua a leggere

  • Gli elenchi della mia quarantena

    14 aprile 2020 di

    I lavori di casa continuano a non appassionarmi. Pulire, strofinare, spazzare, riordinare, lucidare, stirare, lavare, non fan per me. Cucinare talvolta cucino, accetto sfide con me stessa di manualitร  e bellezza, ma altrettante volte scucino e mi limito a scaldare un surgelato. Io che son sempre stata un โ€œlettore forteโ€, di quelli che salvano il… Continua a leggere

  • Intervallo di pasquetta, poesia

    13 aprile 2020 di

    ANDANDO A BUTTARE LA SPAZZATURAโ€ฆ Ho visto quattro mascherine chirurgiche stese ai fili del bucato, forse di una famiglia intera, ognuna con la sua pinzetta, ognuna stesa con la stessa cura. E poi una donna grassa, accucciata a terra, vestita colorata, a leggere faccia al sole un libro religioso. Ho visto due germani reali planare… Continua a leggere

  • Il mio compleanno con Olive

    6 aprile 2020 di

    Oggi รจ il giorno del mio compleanno, 6 aprile 2020, 29esimo giorno chiusa in casa. Ho buttato la spazzatura, comprato le sigarette, ordinato una torta chantilly e frutti di bosco onlineย โ€“โ€œVuole scriverci qualcosa sopra?โ€, mi ha chiesto il pasticcere. โ€œSรฌ, grazie, ci scriva: Auguri vecchia mia!โ€-, ho festeggiato con mio figlio che questa mattina mi… Continua a leggere

  • le quattro fasi incoronate

    27 marzo 2020 di

    Non so se sapete quando vi ribolle tutto dentro per la voglia, lโ€™urgenza di scrivere, ma i pensieri sono confusi, appannati e allora vi tenete lontani dalla scrivania con le scuse piรน assurde, cambiare la lettiera del gatto, spolverare, proprio ora, quel tavolino, prendere ancora un caffรจ, rispondere a quella mail lasciata indietro e cose… Continua a leggere

  • letture dei giorni sospesi

    23 marzo 2020 di

    “Ho pensato a ciรฒ che non potevo sapere nรฉ capire, adesso, a tutto ciรฒ che non si potrร  mai sapere nรฉ capire” Stamattina ho fatto un lungo bagno, di quelli che nella vita normale, di prima, non si avevano mai il tempo di fare; e intanto che stavo immersa nell’acqua, le orecchie sotto a sentirne… Continua a leggere

  • Secondo giorno in Egitto 22 febbraio 2020

    15 marzo 2020 di

    In attesa che termini la quarantena, continuo a metter ordine tra gli appunti scritti in occasione del nostro viaggio in Egitto. Oggi alle 8 siamo partiti per il tempio di File che vuol dire fine. Una volta, qui finiva lโ€™Egitto. Poi cโ€™era il Sudan, lโ€™Africa nera. Siamo al tempo della terza dinastia, quella nuova, cambiano… Continua a leggere

  • Il privato รจ pubblico?

    11 marzo 2020 di

    Prego Gazzetta d’alba di pubblicare questo mio scritto, come quell’altro. Non c’รจ notizia, รจ vero, se non quella che sto bene, sono in forma smagliante, mai stata cosรฌ bene nel corpo da quando ero incinta, anche se sto molto meno bene nello spirito, chรฉ i tempi sono quelli che sono e non c’รจ niente da… Continua a leggere

  • Giornate incoronate

    9 marzo 2020 di

    Le cose sono cambiate in un attimo. Fino a ieri la mia preoccupazione principale per lโ€™emergenza corona virus era il lavoro, gli appuntamenti saltati uno via lโ€™altro a seguito delle varie disposizioni governative e regionali. Mi chiedevo perchรฉ cinema e teatri chiusi e ristoranti e supermercati no, discettavo su quanto poco fosse tenuta in conto… Continua a leggere

  • Primo vero giorno di vacanza in Egitto – 21 febbraio 2020

    6 marzo 2020 di

    Siamo partiti ieri, alle 16 da Malpensa, ma la vacanza vera, il viaggio, รจ cominciato solo oggi, stamattina presto, h.7.30. Ieri siamo arrivati che era giร  notte, nel traffico del Cairo, stanchi, confusi e siamo stato scaricati come le nostre valigie all’Hotel Le meridien pyramide senza che ci rendessimo neppur bene conto di dove fossimo… Continua a leggere

  • Il mio settimo e ultimo giorno a Zanzibar

    20 febbraio 2020 di

    10 marzo 2019 Sul settimo e ultimo giorno a Zanzibar non cโ€™รจ molto da dire. Sono stata qui, nel dirventimentificio e ho cercato di risposarmi che domani parto e dovrรฒ svegliarmi alle 5 meno qualcosa. Sono stata tra me e me, ho letto, scritto, camminato, scambiato qualche sorriso con i polacchi che ormai mi considerano… Continua a leggere

  • Il mio sesto giorno a Zanzibar

    19 febbraio 2020 di

    9 marzo 2019 รˆ impressionante quanto la gente mangia in vacanza. Anche adesso, che qui รจ momento di colazione, il gruppo delle vecchie signore grasse sudafricane che รจ giusto dietro di me, ha piatti stracolmi di uova, patate, insalata, prosciutto, salse, dolci, frutta, pane, tutto insieme. Una di loro, la piรน anziana e con stampella,… Continua a leggere

  • Il mio quinto giorno a Zanzibar

    18 febbraio 2020 di

    8 marzo 2019 Oggi non ho tanto da raccontare. Non mi sono mossa da qui, dal diverimentificio, perรฒ ho percorso 7km. Approfittando della bassa marea sono andata in mezzo al mare che ha restituito isole di sabbia bianca e panorami da cartolina, barche incagliate e donne stanche che raccoglievano conchiglie. Ho camminato tanto e ho… Continua a leggere

  • Il mio quarto giorno a Zanzibar

    17 febbraio 2020 di

    7 marzo 2019 Il mio quarto giorno a zanzibar Oggi non mi sono mossa da Uroa e dal mio hotel. Perรฒ sono andata a fare un massaggio da Ahisha sulla spiaggia. 10 dollari per unโ€™ora e piรน di dolcezza. Anche se la sensazione era molto piacevole, sentivo una rugositร  sulle sue mani, ho pensato che… Continua a leggere

  • Il mio terzo giorno a Zanzibar

    13 febbraio 2020 di

    6 marzo 2019 Terzo giorno a ZanzibarMi sembra di esserci da tempo immemorabile e mi sto anche abituando al divertimentificio. Perรฒ il cielo รจ diverso, non cโ€™รจ il grande carro e nemmeno quello piccolo, non trovo la stella polare. Ora รจ notte profonda e sono appena tornata dalla gita a Stone Town e alla piantagione di… Continua a leggere

  • Il mo secondo giorno a Zanzibar

    6 febbraio 2020 di

    Il mio secondo giorno a Zanzibar 5 marzo 2019 Avevo deciso di non fare niente, di passare il tempo a leggere, pensare e a prendere il sole. Avevo deciso, soprattutto di tenermi lontana da ogni tentazione culturale e pure antropologica e invece oggi ho fatto una gita, convinta da un beach boy sulla spiaggia. Cosรฌ… Continua a leggere

  • Il mio viaggio da sola a Zanzibar – primo giorno

    31 gennaio 2020 di

    ZANZIBAR A marzo del 2019 ho fatto un viaggio a Zanzibar, il primo della mia vita da sola, il primo in una struttura con tutti i conforts. Ero molto stanca sia fisicamente che psicologicamente, mi aspettava un’estate di fuoco, cosรฌ ho messo a tacere i miei proverbiali sensi di colpa e ho deciso di andarmene… Continua a leggere

  • Finale

    26 gennaio 2020 di

    Con โ€œIl grande funeraleโ€ รจ finito quello che io ho sempre chiamato un poโ€™ presuntuosamente: โ€œIl mio libroโ€. Racconti scritti piรน o meno due anni fa, sotto la spinta di una necessitร  inarrestabile ed anche un poโ€™ ingenua, che si proponevano di indagare, senza censure e senza io giudicante, la fotografia dei ricordi attraverso particolari… Continua a leggere

  • Intervallo domenicale n. 9

    19 gennaio 2020 di

    TEMPOPerdere tempopassare il tempogodere il tempovivere il tempomuoversi a tempo.Il tempo va,inesorabilmente, direzione unica;nessun ripensamentonelle mani e nella testa.Solo la scelta della misura,dellโ€™andamento.

  • Intervallo domenicale n. 8

    12 gennaio 2020 di

    E niente,sono gelosadella tua vita senza di me, dei tuoi pensieri senza di me,del tuo russare senza di medella tua bocca che sfiora il bicchiere.Sono gelosadella vita tua che cโ€™รจ stata primadei ricordi,dei piedi nelle scarpe,delle mani piccolee del cappello che ti ripara la testa.Sono gelosa, e non vorrei.

  • Excusatio non petita (ma necessaria)

    2 gennaio 2020 di

    Oggi รจ giovedรฌ e io avrei dovuto pubblicare il mio racconto del giovedรฌ, come da programma. Perรฒ รจ anche il 2 di gennaio, l’anno รจ appena iniziato, il tempo รจ un po’ sospeso, ho appena visto una nuova casa, e io ho deciso di fare una pausa. Devo pensare. Tutto ciรฒ che ho messo all’aria… Continua a leggere

  • Intervallo domenicale n. 7

    29 dicembre 2019 di

    RINASCITE   Bisogna arare bene il campo rivoltare le zolle dar aria alla terra,  per sperare in un nuovo raccolto. Bisogna lasciar spazio a un altro respiro, metterci dentro ardimento e tenerezza.   E perรฒ, quella terra ora stanca  va anche benedetta: รจ stata ricca, odorosa, gravida di vita รจ stata preziosa. E se tornerร … Continua a leggere

  • Il cappotto blu elettrico

    26 dicembre 2019 di

    IL CAPPOTTO BLU ELETTRICO Ma quella ragazza che cammina veloce avvolta stretta nel suo cappotto blu elettrico di finta pelliccia con un fiore rosso sul bavero, finto pure lui, dove va? Ha una borsa a tracolla nera, la testa bassa a frangere l’ultimo freddo, le mani in tasca e accarezza i muri nel suo andare,… Continua a leggere

  • Intervallo domenicale n. 6

    22 dicembre 2019 di

    Volere o non volere Imporsi รจ presunzione,rinunciare รจ codardia.Ma dove sarร  mai la mezza via?Se la passione chiamae lโ€™educazione trattiene…E poi i sogni, le speranze, ma anche le catene.Volere o non volere,questo รจ il mio problema,se fino allโ€™ultimo respirooppure a dormire, tanto, tanto, tanto,come un ghiro.

  • Intervallo domenicale n. 5

    15 dicembre 2019 di

    L’imbrunire Tu lo sai comโ€™รจ lโ€™imbrunire? lo sai raccontare? Eโ€™ quando il nero sale da terra, dalla tua piccola umana misuraย  e gli alberi, i prati, le case si spengono, si fanno scuri contorni. Ma in alto, nel cielo, brilla una piccola luna e ci sono tutti i toni del blu, del cobalto, dellโ€™azzurro. Noi… Continua a leggere

  • Intervallo domenicale n. 4

    8 dicembre 2019 di

    EHI, TU Ehi, tulo sai comโ€™รจ quando si vuole e non si vuole?quando vorresti rumore e silenzioquando vuoi dormire, non muoverti, star fermo, ma anche camminare fino a sciogliere gambe e testa e polmoniquando vuoi stare con e stare sololavarti e sprofondare nella puzzabere vino fino a perder la conoscenza oppure scegliere un frullato detoxparlare, rovesciare… Continua a leggere

  • intervallo domenicale n. 3

    1 dicembre 2019 di

    La poesia della domenicaLa vita sirena Passeranno i secondi passeranno i minuti passeranno le ore poi i giorni, i mesi, gli anni. Passerร , certo passerร . Si zittisce il rumore dei ricordi, tutto si deposita, pesante. Coltri su coltri. Ogni volta di piรน.  E tu, come sordo, consumato. Ci si rialza, certo, perchรฉ cosรฌ รจ scritto,… Continua a leggere

  • Intervallo domenicale n. 2

    24 novembre 2019 di

    una poesia di tanti anni fa LINGUE lingue di terralingue di gattolingue biforcutelingue di serpentesono tante le lingue del mondo,ma la lingua piรน bella รจ quella che ti si ficca in bocca,che ti avvolge in un bacio.di saliva e piacere.di microbi e briciole.

  • intervallo domenicale

    17 novembre 2019 di

    una poesia, buona domenicaCi compriamo due paia di pinne e andiamo a nuotare? E poi una maschera, un boccaglio, nientโ€™altro;e insieme andiamo a esplorare il silenzio del marela mano nella mano e gli occhi nel blu.Ecco i pesci, piccoli, in branco, ma anche soli, colorati e pensosile alghe che ondeggiano, praterie verdi e anche nere, aggrappate alla… Continua a leggere

  • 31 ottobre 2019 di
  • Come Affrontare le paure della scrittura

    20 novembre 2024 di

    Penso piรน o meno ogni giorno, e per diverse ore al giorno, al fatto che devo e voglio scrivere, che mi manca la fluiditร  delle parole sul foglio bianco, che mi manca il parlare di me. Eppure รจ difficile. Soprattutto perdo tempo e mi infilo in mille lavori per poi dire che “di scrivere non ho tempo”. Dal pensiero all’azione, quella di sedersi al computer, aprire un file di word e digitare sui tasti, c’รจ di mezzo un oceano profondissimo, abissale. Un oceano fatto di dubbi, di mancanza di allenamento -chรฉ scrivere, non sembra, ma รจ anche questione di abitudine, di esercizio- e pure di mancanza di umiltร .

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cominciamo, tuffi di superficie

Tuffi di superficie

Le fotografie sono piatte, hanno due dimensioni, sono ferme, cristallizzano un momento di vita. Perรฒ le fotografie, quando le guardi con occhi che sanno guardare, ti travolgono di ricordi oppure di immagini altre e allora acquistano profonditร  e movimento, persino un odore, raccontano una storia che stravolge la linea ordinata del tempo e danno voce al non detto. La superficie piana ondeggia, si increspa e tu afferri un solo piccolo particolare da niente, un cappotto di tweed, uno sguardo, un aeroplano e ti tuffi dentro, come un palombaro.

Una fotografia che mi รจ rimasta impressa รจ quella di quando stavo per morire e non lโ€™ha scattata una macchina fotografica, ma lโ€™hanno scattata i miei occhi.

Sono sempre stata una brava nuotatrice, senza paura. Quando mi capitava di leggere di gente affogata dโ€™estate col mare appena un poโ€™ piรน gonfio del solito, davvero non riuscivo a capire. Soprattutto se a morire non erano bambini o vecchi, ma uomini nel pieno degli anni e del vigore fisico. La forza del mare non lโ€™avevo mai sentita fino in fondo. E invece una volta รจ successo anche a me di stare per annegare e se mi sono salvata รจ soltanto perchรฉ, non so come, ho intuito che al mare non bisogna opporsi, come verrebbe dโ€™istinto, ma assecondarlo, inchinarsi alla sua potenza, lasciarsi andare.

Era estate, cโ€™era un poโ€™ di vento, ma il sole scaldava la pelle, una giornata come tante nella Sardegna del sud ovest, quella piรน selvaggia, affacciata sul grande mare aperto. Non siamo ancora arrivati che Nicola si tuffa, succede sempre cosรฌ, lโ€™acqua per lui รจ irresistibile. Io sistemo le cose, lโ€™asciugamano, le borse, mi svesto, resto in costume, gli infradito ai piedi. Poi chiacchiero con gli amici che vedo una volta lโ€™anno, le ragazze mature dellโ€™isola che si spalmano via, insieme alla crema, la solitudine inutile dellโ€™inverno, la birra in mano sotto lโ€™ombrellone, e poi oggi cโ€™รจ anche Simone che non lo vedo mai e per caso quel giorno รจ lรฌ, parliamo di Parigi, del suo nuovo ristorante che verrร , di Matteo, il figlio lontano. Ogni tanto con la coda dellโ€™occhio sto attenta a Nicola, una testa tra le onde, non lontano da riva. Non sembra che ci sia niente di strano, una giornata di mare come tante, a parte il vento che ti frusta un poโ€™ con la sabbia che solleva, ma non da fastidio. Ci si abbronza senza fatica e senza sudare. Poi dโ€™improvviso succede che cโ€™รจ un capannello di gente sulla riva, proprio lร  dove il mare bacia la terra e lโ€™onda si infrange, vedo braccia che si muovono, ma, anche se non sono lontana, non sento le voci, il vento fischia forte le porta via, perรฒ le immagino perchรฉ le mani sventolano, si agitano, le bocche si muovono. E vedo anche una ragazza, sola, che esce dallโ€™acqua come una sopravvissuta e si butta sulla sabbia sfinita. Mi avvicino, ma ancora non capisco bene. Nicola รจ sempre a due bracciate da riva, mi sembra quasi di toccarlo: โ€œEsci -gli urlo- esci subitoโ€, e sono quasi arrabbiata. โ€œNon ce la fa, non ce la faโ€ dicono in coro intorno a me. Ma come? Mi chiedo io, รจ a riva. E allora mi inoltro decisa nellโ€™acqua, le ciabatte ancora ai piedi, gli infradito marroni, gli tendo la mano e invece sprofondo nel mare e non capisco quasi piรน niente. Eโ€™ un gorgo, un mulinello che mi spinge a fondo ogni volta che cerco di risalire, uno scontrarsi di acque diverse che battagliano di sotto e io ci sono in mezzo e anche Nicola. Siamo a pochi centimetri lโ€™uno dallโ€™altra, eppure non riusciamo a raggiungerci, ogni movimento ci riporta indietro e poi sotto, a sbattere sugli scogli, invece di avvicinarci. Ricordo che pensavo: non devo perdere le ciabatte, lโ€™alluce e il secondo dito assurdamente, inutilmente stretti allโ€™infradito, come se in quel momento fosse la cosa piรน importante, e intanto cercavo di raggiungere Nicola, gli urlavo: “stai calmo, arrivo, dammi la mano” e poi sprofondavo. A due bracciate da riva e la gente schierata che ci dava indicazioni: โ€œdi qua, di lร โ€ e non si muoveva. Poi non so come, con le gambe e con i piedi, riesco a dare un calcio forte a Nicola e poi a afferrarlo, con la mano, e a spingerlo, quasi a lanciarlo, come fosse una palla verso una roccia che sfiorava lโ€™acqua ed era giร  quasi terra ferma. โ€œAggrappati -gli urlo- non lasciare le mani e striscia fuoriโ€. E cosรฌ lui fa, รจ tutto scorticato, ma salvo. E piรน lui si avvicinava alla terra, piรน il mare mi portava al largo e andavo sotto e poi tornavo su e per quanto cercassi di nuotare verso riva non mi spostavo di un metro ed anzi mi allontanavo. Combattevo come una furia, ma stavo perdendo. Vedevo la riva vicina, tutta la gente che urlava, mulinava le braccia, ma quasi non sentivo piรน le loro voci, vedevo le villette delle vacanze, bianche, schierate in alto una vicina allโ€™altra e poi il cielo e gli alberi e il sole. Ho fotografato tutto, cosรฌ vicino, ma cosรฌ irraggiungibile. Ho pensato: finisce qui, con questo sole negli occhi, il rumore del vento e del mare, queste case di cattiva fattura, queste braccia agitate, ma al sicuro della terra. Ho lasciato andare un infradito, perso nel mare, poi mi sono lasciata andare anche io, abbandonata, nelle orecchie soltanto il suono dellโ€™acqua che battagliava. Ed รจ stato lรฌ che mi sono salvata. Smettere di combattere mi ha fatto recuperare le forze e il respiro. Ho galleggiato, sono stata sbattuta avanti e indietro, fino a che, come Nicola, mi sono aggrappata a una roccia e poi gli uomini, dalla riva, hanno fatto una catena di braccia e mi hanno teso una mano. Mi sono buttata sulla sabbia a peso morto, il costume strappato, un infradito ancora stretta nella mano destra, e ho ripreso fiato con la gente intorno che si agitava.

Dopo molte ore, quando il cuore ha ripreso a battere normale e io finalmente ho capito che la terra stava sotto di me e ancora dentro di me, il mare silenziosamente mi ha restituito lโ€™infradito sinistra e alla sera sono tornata a casa con tutte e due le ciabatte nei piedi.

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